Chi siamo

Esperimenti danteschi è un’associazione composta da studenti della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Milano che dal 2005 organizza conferenze, seminari e convegni con lo scopo di coltivare la comune passione per Dante e la sua opera.

In questi anni numerosi universitari, studenti di liceo e semplici appassionati hanno seguito con vivo interesse lezioni tenute da alcuni tra i più importanti studiosi della Commedia. Ma ciò che fa di Esperimenti danteschi un unicum nel panorama culturale universitario non è innanzitutto il grande e insperato successo di pubblico, e nemmeno la caratterizzazione cosmopolita dell’iniziativa o l’alto profilo dei dantisti invitati. La sua peculiarità consiste nell’aver avuto origine dallo stesso spirito che animò il popolo fiorentino quando, il 9 agosto 1373, presentò ai Priori delle Arti e al Gonfaloniere di Giustizia una petizione con cui si richiedeva una pubblica lettura della Commedia:

«A favore della maggior parte dei cittadini della città di Firenze che desiderano […] essere istruiti nel libro di Dante, dal quale […] possono anche i non grammatici essere informati, con reverenza si supplica voi, […] che possiate scegliere un uomo valente e sapiente, bene dotto nella scienza di questo tipo di poesia, […] perché legga il libro che volgarmente è chiamato El Dante, nella città di Firenze, per tutti coloro che vogliono ascoltare»

(Giovanni Boccaccio, Esposizioni sopra la Commedia)

Esperimenti danteschi esprime il tentativo, da parte di chi lo realizza, e la possibilità, per chi vi partecipa, di non perdere il confronto con il genio della Commedia.

L’iniziativa è cresciuta e mutata nella sua forma, ma ciò che è rimasto nel tempo è uno dei suoi tratti più caratteristici: l’essere organizzata interamente da studenti universitari. Attualmente vi sono coinvolte una ventina di persone che insieme si occupano di ogni dettaglio di questa iniziativa, in cui lo studio di Dante e della Commedia resta l’attività principale; gli appuntamenti settimanali in preparazione di ogni incontro e i momenti di dialogo con i professori al termine della loro lezione costituiscono l’aiuto più prezioso a questo scopo.

All’interno dell’ambiente universitario di oggi, Esperimenti Danteschi documenta una curiosità, un impeto creativo e un desiderio di condivisione, che, scaturiti dall’interesse di alcuni, diventano una possibilità di arricchimento per tutti.

 

 

Storia dell’iniziativa

Esperimenti danteschi nasce nel 2005 da un piccolo gruppo di studenti iscritti alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, in risposta alla drastica riduzione dello studio dei canti della Commedia di Dante nei programmi d’esame, una conseguenza della riforma del nuovo ciclo di Laurea triennale introdotto nel 2004.

Per non perdere la possibilità di un confronto con la Commedia, l’associazione ha proposto per sei anni consecutivi (dal 2005 al 2010) un ciclo annuale di lecturae Dantis, portando a termine per due volte la lettura integrale delle tre cantiche. Le quattordici conferenze annuali organizzate dagli studenti, tradizionalmente realizzate durante il secondo semestre dell’anno accademico, hanno rappresentato per molti la possibilità di frequentare un “corso universitario” dedicato all’opera dantesca. Un corso sui generis, interamente organizzato da studenti, caratterizzato dallo stesso desiderio di conoscenza che ha portato, all’inizio del XII secolo, alla nascita delle università.

In poco tempo, il progetto si è ampliato e decine di studenti della nostra Università si sono implicate nell’associazione. Analogamente, anche la proposta di Esperimenti danteschi si è affinata ed è maturata, arrivando a coinvolgere, oltre ai docenti della nostra Università, professori provenienti da altri Atenei italiani, dall’Europa, dagli Stati Uniti e perfino dalla Russia e dall’Australia.

Con la conclusione della seconda lettura integrale, anche su invito del Consiglio di Amministrazione della nostra Università, Esperimenti danteschi si è rinnovato nelle forme ma è rimasto sempre fedele all’opera dantesca e ha proposto alcuni seminari e convegni di taglio monografico.

Per questa ragione nel 2011 l’associazione ha realizzato tre seminari per approfondire i rapporti che intercorrono tra la Commedia e le altre opere del poeta fiorentino, con particolare attenzione al Convivio e alla Vita Nuova. L’anno successivo, con l’intento di fare il punto sulle principali prospettive interpretative della Commedia e di affrontare alcune delle domande emerse durante i sei anni di lecturae Dantis, Esperimenti danteschi ha deciso di affrontare la grande critica letteraria: le tesi di Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Erich Auerbach, Gianfranco Contini e Charles Singleton sono state proposte e discusse in un convegno dal titolo Idee su Dante. Nel 2013 l’associazione ha voluto portare a termine il percorso iniziato l’anno precedente, dedicando al commento dantesco due giornate di studio con a tema l’Epistola a Cangrande della Scala, le Esposizioni sopra la «Comedia» di Giovanni Boccaccio e le chiose quattrocentesche di Cristoforo Landino. Nell’aprile del 2014 abbiamo proposto due giorni di convegno dedicati all’indagine della figura di Virgilio nell’opera dantesca, in cui è stato possibile approfondire il rapporto umano, letterario e culturale che intercorre tra Dante e la sua guida, e come questo si evolve nel corso del viaggio attraverso i tre regni ultraterreni.

L’interesse degli argomenti trattati in questi anni e la qualità della conferenze hanno inaspettatamente condotto l’associazione alla pubblicazione di quattro volumi contenenti gli Atti dell’ultimo triennio di letture (2008-2010) e del convegno Idee su Dante (2012).

 

Edizione 2015

Quest’anno, in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante, la comune volontà ed esigenza di riaccostarci direttamente al testo della Commedia ci ha spinto ad avviare un cammino simile a quello originariamente intrapreso dalla nostra associazione: un nuovo ciclo di lettura del Poema.

Il convegno di Esperimenti danteschi 2015 si propone di rileggere la cantica dell’Inferno, ripercorrendo alcune tappe del cammino dantesco, attraverso gli incontri con le anime oltremondane, che, da un primo lavoro condotto sulla Commedia, sono risultati maggiormente affascinanti.

L’ipotesi di lavoro è mossa da alcune osservazioni sullo sviluppo della figura dantesca anche nelle altre due cantiche: nel Purgatorio, Dante, salendo la montagna, avvia la propria crescita spirituale e la rimozione delle “P” segna visibilmente la purificazione necessaria affinché il pellegrino possa essere «puro e disposto a salire alle stelle». Allo stesso modo nel Paradiso il perfezionamento spirituale di Dante è facilmente individuabile: il progressivo ingresso nei vari cieli, che si realizza parallelamente alla sistematica successione di sguardi tra il protagonista e Beatrice, corrisponde al rinvigorimento della virtù del personaggio.

A partire da queste considerazioni preliminari, ha preso forma un’affascinante ipotesi di studio, che getta luce anche sull’esperienza del lettore contemporaneo, circa la possibilità di individuare anche nell’Inferno – luogo per eccellenza immobile ed «etterno» – non solo i segni di una eventuale crescita spirituale di Dante, ma anche il potenziale ruolo assunto in essa dalle anime incontrate. L’ipotesi di lettura che quindi vogliamo approfondire è votata a una analisi dell’io dantesco, «agens» e «auctor».