Professori – Paolo Procaccioli

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Paolo Procaccioli

Paolo Procaccioli si è laureato all’Università di Roma “La Sapienza” discutendo una tesi sul tema «L’evoluzione del concetto di lingua nei primi decenni del secolo XV a Firenze» (rel. prof. Nino Borsellino; correl. prof. Ignazio Baldelli). Nel triennio 1984-86 ha partecipato al I ciclo del Dottorato di Ricerca in Italianistica presso la stessa Università (tesi: «Filologia ed esegesi dell’Inferno nel “Comento sopra la Comedia” di Cristoforo Landino», sotto la direzione dei proff. N.Borsellino, G.Petrocchi, I.Baldelli). Dal 1993 è in servizio presso la Facoltà di Conservazione dei Beni culturali dell’Università della Tuscia, dapprima come ricercatore, poi, dal 2001, come professore di II fascia. Dall’a.a. 1996-1997 tiene corsi di Letteratura italiana; e, dal 2005-2006, anche di Storia del Rinascimento.

Si è interessato soprattutto di letteratura volgare rinascimentale, con ricerche intorno alla tradizione esegetica alta (quella dantesca in particolare) e a quella parodistica, alla novellistica post-boccacciana, alla letteratura irregolare del Cinquecento. Sono stati oggetto di studio specifico le figure di Pietro Aretino, Anton Francesco Doni, Ortensio Lando, Francesco Marcolini; studi seguiti dalla cura di edizioni: Ragionamento e Dialogo e Lettere per Aretino, La sferza de’ scrittori antichi et moderni per Lando, gli scritti antiaretiniani (raccolti col titolo editoriale Contra Aretinum) per Doni, le Sorti per Marcolini. Insieme a Giorgio Inglese e Luigi Trenti ha curato l’allestimento di due tomi della Letteratura italiana Einaudi, dir. da Alberto Asor Rosa (Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e indici). Con Matteo Motolese e Emilio Russo ha promosso un repertorio (previsto in cinque tomi) delle scritture autografe dei letterati italiani del Cinquecento.

Altre collaborazioni: Storia generale della letteratura italiana, diretta da N.Borsellino e W.Pedullà (capp.: Storia della critica dantesca; Letteratura cavalleresca del ‘500; Aretino; La poesia classicistica del Seicento; Trattatistica del Seicento; Poesia satirica del Seicento); Dizionario Biografico degli Italiani, Enciclopedia Europea, Enciclopedia Virgiliana, «Filologia e critica», «Bollettino di Italianistica», «Roma nel Rinascimento». Per Vecchiarelli Editore dirige la collana “Cinquecento. Testi e studi di Letteratura italiana”, compresa tra le pubblicazioni del Dipartimento di Scienze dei Beni culturali dell’Università della Tuscia.

Tra i suoi contributi di argomento dantesco si ricordano: Filologia ed esegesi dantesca nel Quattrocento. L'”Inferno” nel “Comento sopra la ‘Comedia’ di Cristoforo Landino”, premessa di G. Petrocchi, Firenze, Olschki, 1989, pp. 266 (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum», s.I, 222); Cronache di una disaffezione. La memoria del primo Giubileo nei commentatori danteschi dal tre al cinquecento, in «Dante e il Giubileo» (2000) , pp. 183-199; La “Nova espositione” di Alessandro Vellutello. Un Dante per il Cinquecento, in «L’Alighieri. Rassegna dantesca», 47, n.s., XXVII (2006) , pp. 41-70; “Quasi dica”: un tic per il maestro?, in «Le parole ‘giudiziose’» (2008) , pp. 197-208; Castelvetro vs Dante: uno scenario per il Castravilla, in «Ludovico Castelvetro. Letterati e grammatici nella crisi religiosa del Cinquecento» (2008) , pp. 207-249