Professori – Giuseppe Polimeni

Giuseppe Polimeni

Giuseppe Polimeni

Giuseppe Polimeni è ricercatore di Storia della lingua italiana presso l’Università di Pavia. Si è laureato in Storia della lingua italiana e ha collaborato con il Centro Manoscritti di Pavia, fondato e diretto da Maria Corti, curando Anna e Bruno. Rami di un romanzo inedito (Lecce, Manni, 1996) e Catalogo delle lettere di Eugenio Montale a Maria Luisa Spaziani (premessa di Maria Corti, Università di Pavia, 1999). Si è occupato di testi volgari in area settentrionale tra Due e Quattrocento, con contributi in atti di convegno e in rivista: I volgari municipali e l’affioramento di una scripta nel medioevo lombardo, in “Quaderns d’Italià”, 8/9, 2003-2004, pp. 51-66; Antonius Guarnerinus de Padua, Herbe pincte, a cura di G. Silini, Prefazione di A. Stella, Introduzione di V. Segre, Note testuali e linguistiche, glossario di G. Polimeni, Bergamo, Iniziative culturali, 2000; Pietro da Barsegapè, poeta in volgare nella Milano del Duecento, Pavia, Società Pavese di Storia Patria, 2004; «Per spatium temporis et studii assiduitatem». Note su gramatica e retorica nel medioevo volgare, in Retorica ed educazione delle élites nell’antica Roma, VI giornata Ghisleriana di Filologia Classica, a cura di Fabio Gasti ed Elisa Romano, Atti del Convegno, Pavia, Collegio Ghislieri, 5 aprile 2006, Pavia, Ibis, 2008; L’italiano nello specchio di  San Marino: storia di una lingua, storie delle lingue, in Italofonìe. Risvolti identitari e culturali della lingua italiana nei piccoli stati e nelle realtà territoriali esigue, a cura di Guido Bellatti Ceccoli e Franco Pierno, Atti del convegno, Strasburgo, Consiglio d’Europa, 15-16 marzo 2007, in corso di stampa; Il latino delle cronache: il De magnalibus Mediolani di Bonvesin e la Cronica extravagans di Galvano Fiamma, in Atti del convegno Bonvesin da la Riva. La cultura scritta nella Milano del Medioevo, 29 giugno 2006, Heidelberg, Romanischen Seminarium, in corso di stampa.

Studia la ricezione dei classici nella scuola e la diffusione dell’italiano attraverso i mezzi di comunicazione, tra Otto e Novecento: La traduzione delle favole di La Fontaine, in Emilio De Marchi un secolo dopo, a cura di Renzo Cremante, Atti del Convegno, Pavia, 5-6 dicembre 2001, Pavia-Roma, Centro di ricerca per la tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei-Edizioni di Storia e Letteratura, 2005; Echi di una microstoria linguistica (1904-1954), in La memoria delle parole. L’Eco di S. Contardo: cento anni di storia bronese, a cura di Angela Ferraresi e Elena Roveda, Varzi, Guardamagna, 2005. Le intermittenze lessicali dei dialetti. Il saggio di Carlo Salvioni sui nomi della lucciola tra le carte della Biblioteca Ambrosiana, in Tra i fondi dell’Ambrosiana: manoscritti italiani antichi e moderni, Atti del convegno, Milano, 15-18 maggio 2007, Milano, Cisalpino, 2008; Scolarizzazione manzoniana, in “Il Canone letterario nella scuola dell’Ottocento. Antologie e manuali di Letteratura italiana”, Atti del convegno, Pavia, 28-29 aprile 2004, in corso di stampa.

Collabora con il progetto di edizione nazionale dei commenti danteschi (Salerno editore), nell’ambito del quale cura l’edizione dell’Ottimo commento (Paradiso). Lavora sul tema della ricezione dell’Ars poetica di Orazio nelle retoriche del Duecento e nell’opera di Dante (De vulgari eloquentia e Convivio). Ha tenuto seminari sugli antichi testi italiani e sulla Commedia presso le università di Torino, Strasburgo, Heidelberg.